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Houston abbiamo trovato una soluzione creativa!

Chissà che effetto avrebbe avuto questa frase nella base di Cape Kennedy quel 14 aprile 1970? Avrebbe prodotto meno suspense o panico sulla Terra? Probabilmente sì!  In effetti la rottura di un serbatoio di ossigeno a circa trecentomila km da casa non è una gran bella notizia! Eppure grazie ad un’improvvisazione esperta il guasto fu risolto e l’equipaggio riuscì a tornare a casa sano e salvo. Avevano trovato una soluzione creativa! Avevano guardato oltre il problema.

Senza dover arrivare sulla Luna, da un po’ di tempo a casa ho vietato, molto poco democraticamente, l’uso di alcune parole “tossiche”, la prima in assoluto è proprio il termine P-R-O-B-L-E-M-A. Se qualcuno viene scoperto “in flagranza di pronuncia”, riceve l’assegnazione di una commissione da svolgere! In sostituzione è meglio dire: “Ho una soluzione creativa da trovare”.

Perché questa regola vi starete chiedendo? Perché le parole che utilizziamo sono importanti e ci condizionano.  L’etimo ci insegna che problema “è ciò che si pone davanti di getto, di colpo”, e tutti noi sappiamo che ciò che ci troviamo davanti ci blocca, ci impedisce di vedere oltre, oscura la visibilità e la luce, ci impedisce di proseguire nel nostro percorso. Insomma, niente di buono!

Allora, perché non raggirare questa parola avversante che ostacola anche la mente e inficia sul nostro stato d’animo, sul nostro sistema nervoso?

Provate a pronunciarla: non sentite un nodo nello stomaco, una sensazione di rigidità che pervade il corpo, un blocco alla gola?

Ecco quindi che “cercare una soluzione” anziché “avere un problema” cambia di per sé la situazione stessa! Mi fa sentire attivo e propositivo, un vero supereroe del mio tempo anziché un soggetto sciagurato colpito da inconvenienti e grane da risolvere.

Posso confermare che l’esperimento sociale adottato a casa, come in ufficio, sta dando i suoi frutti. Ogni giorno ci si confronta, tra commissioni varie, per trovare soluzioni creative, geniali e funzionali. Le aspettative disattese non vengono più temute e ingigantite, ma affrontate e convertite in opportunità.

E le opportunità sono mezzi di realizzazione di noi stessi…ci fanno arrivare sulla Luna!

C’è da aggiungere altro? Ah sì, ricordate che gli unici problemi ammessi sono quelli geometrici!

Siete curiosi di conoscere le altre parole tossiche che ho interdetto in casa?

Stay tuned.

Marika Saggiorato – Counselor Entelechia

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